17 dic 2007

MISTERI IN QUEI DI GENOVA

Cafezio Mastronavale era un uomo alto e grasso, circa due metri e cinquanta per due, un colosso d'altri tempi.
Egli lavorava come costruttore di stuzzicadenti, più precisamente come addetto alla lavorazione delle punte, ma dato che la fabbrica in cui operava era specializzata in stuzzicadenti lavorati a mano, il nostro Cafezio doveva spuntarli con un temperino che aveva rubato a scuola in seconda elementare, e che poi aveva modificato egli stesso per renderlo più produttivo e maneggevole.
Un giorno si stava recando al lavoro quando un cane sporco e magrissimo gli spuntò davanti e a momenti lo fece cadere dalla bici. Dopo aver evitato la collisione per un soffio, si fermò e insultò pesantemente il cane, arricchendo la marea di insulti con una serie veramente lunga di bestemmie.
Nel mentre in cui stava recitando il suo rosario blasfemo ecco che da un tombino li a fianco fuoriesce uno fortissimo tanfo, molto più forte e acre di quello emanato dal cane e insopportabile al punto che Cafezio si vide costretto a coprirsi il volto con la sua fida sciarpa del genoa.
All'improvviso dal tombino risale uno strano figuro, tutto sporco di una strana melma giallognola e con una barba grigia che gli arrivava fino ai piedi, era Gioacchino Balzacchi detto il raspa per il suo vizio di infilarsi nelle fogne a scavare i muri alla ricerca di fantomatici filoni d'oro che, a suo dire, erano stati nascosti nel sottosuolo di Genova quando vennero costruite le fogne, ovviamente non era vero un cazzo anche perchè questa notizia, il nostro raspa, l'aveva appresa una sera mentre stava rivestendo di cartapesta il suo Ciao (era convinto che in questo modo potesse prendere il volo se gettato da un'altezza elevata) da uno sconosciuto vestito solo di volantini dell'iper, peraltro tutti riguardanti la super offerta di un televisore al plasma da 23,5556667778888 pollici acquistabile per soli 3.264,57 €.
Dunque Gioacchino balza fuori dal tombino e si trova dinnanzi il suo amico Cafezio bestemmiante come non mai, che si ferma di colpo per l'impossibilità nel respirare che gli causa il tanfo del raspa. Dovete però sapere che la sostanza puzzolente di cui era ricoperto il Balzacchi non era melma o merda, ma bensì uno strano fluido giallognolo, simile alla diarrea per consistenza e fetore, in cui il raspa era incappato accidentalmente dopo aver forato un muro, e questo misterioso liquido gli si era attaccato alla pelle e non riusciva a levarselo di dosso.
Esposto il suo problema allo svenuto ben due volte per la puzza Cafezio, i due si recano al più vicino porto e tentano entrambi di ripulire Gioacchino dopo che questi si era gettato in mare, dimenticantosi però del fatto che non sapeva nuotare, infatti non appena si era tuffato era andato a fondo come un mattone Jugoslavo, ma il suo amico Cafezio l'aveva prontamente salvato sporcandosi però anch'egli con la melma di sopracitata.
Una volta usciti dall'acqua i due iniziano a sentirsi un po' strani, ad entrambi viene una voglia incredibile di lumache e nel contempo iniziano a provare un'inspiegabile attrazione molto ambigua l'uno verso l'altro.
Spaventati più per l'omosessualità improvvisa che per la voglia di lumache cercano disperatamente di andare a casa di Cafezio per potersi lavare via quella strana sostanza, ma ormai è troppo tardi, non appena si parlano scoprono di avere entrambi la R moscia, e capiscono così di essersi tramutati in 2 francesi!!!!!!!!!!!!!!!!
Non appena entrano in casa sconsolati e impauriti corrono immediatamente in bagno e si lavano insieme e vicendevolmente nella doccia....
Quando si svegliano il giorno dopo capiscono che, oltre ad essersi francesizzati, sono diventati anche gay, e benchè le due cose possono sembrare facilmente confondibili, ai nostri due neo innamorati quello che non va assolutamente giù è il fatto di avere quella fastidiosissima R moscia, quindi decidono di togliersi la vita tappandosi il naso a vicenda e ingozzandosi di chanel N°5 e lumache.

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