14 dic 2007

INTRIGO A PAVIA

A Pavia due uomini si incontrarono in un bar.
Ad un certo punto entrò un parrucchiere psicopatico che iniziò a prendere a rasoiate un barbone che era lì a prendere un panino col prosciutto.
I due uomini notarono che il barbone, in realtà, non era un vero barbone, ma solo un uomo sporco e con una folta barba.
Presogli il portafoglio, scoprirono dalla sua tessera sanitaria regionale, che in realtà era Anselmo Giacobini... alias Babbo Natale.
Se ne andarono e, per la disperazione, si diedero la zappa sui piedi.
Improvvisamente arrivò Maurizio, un assiduo bevitore di latte parzialmente scremato e accanito collezionista di unghie di piedi.
Quatto quatto levò gli stivali a Babbo Natale e scoprì che non aveva le unghie dei piedi, non aveva nemmeno i piedi, aveva le zampe da capra.
Apparve il barista, che nel tempo libero si dilettava a leggere testi teologici e a spremere agrumi col suo naso adunco.
Capì che Babbo Natale era in realtà il Diavolo, che plasmava la mente delle persone tramite il consumismo ed i regali natalizi.
Colto da una crisi di pianto singhiozzante, in quanto appartenente ad una setta adorante Satana, i demoni ed Adriano Celentano, uscì dal bar, sgozzò le renne di Babbo Natale e le cosse al forno con le patate.
Purtroppo queste erano affette dal morbo della renna pazza e quindi il barista divenne un televisore.
Però fu contento lo stesso perché, essendo un narcisista, il suo sogno nel cassetto era sempre stato quello di essere guardato perennemente da qualcuno.

1 commento:

SOLOBONATESOTTO ha detto...

correggi e scrivi di inviarli solo alla mail, non di metterli nei commenti... che è meglio...
così sono tutti senza anteprima.