23 mag 2008

Secondo capitolo del romanzo bislacco di Sacerdote Anal

FINALMENTE, dopo mesi di attesa possiamo gustarci il secondo capitolo del romanzo di Sacerdote Anal, come al solito vi ricordiamo che, essendo il sacerdozio di scuola a insultigratuiti, il linguaggio rispecchia in pieno gli studi fatti.

Capitolo 2 – Un piccolo inconveniente e una grande opportunità.

Malmollo Piadina, l’entità risultante dalla fusione, operata per mano del Mago Gabriel (o forse sarebbe meglio dire “per bacchetta”), di Cheb e Chet si diresse dunque presso la prima filiale disponibile di Doner Kebab. Il locale era francamente, razzismo a parte, uno dei più bei ristoranti in cui i singoli componenti dell’entità fossero mai entrati. Alle pareti c’erano, ad esempio, delle foto bellissime di Magdi Cristiano Allam, alcune che lo ritraevano in tenuta adamitica, altre che lo ritraevano mentre stringeva la mano a illustri personaggi del mondo dell’informazione: giornalisti indipendenti quali Emilio Fede, Giuliano Ferrara, Chicken Valerio ed altri… Vi era anche una copia, ad uso degli avventori, del bellissimo nuovo libro di Allam, dal titolo “Grazie Gesù”. Nell’etere si spandeva la musica dei “Lynyrd Skynyrd”, gruppo southern-nazi americano. Non era però nessuno dei loro bellissimi dischi degli anni settanta, ma una molto più bella reunion di metà anni novanta, piena di chitarrozzi metal, tastieroni a caso e testi demenzial-nazi. Si sentirono talmente in colpa per essere sostanzialmente dei pezzenti, rectius “un pezzente”, che quando entrarono ed avvistarono il gestore, un arabo baffuto con monociglio e maglietta di Youssou N’Dour (tour del 1994, in coppia con Jovanotti), si sentirono in dovere di fare la ruota e gli venne istintivamente in mente la pubblicità della tipa che fa il provino per vee-jay con le mestruazioni e le chiedono di fare la ruota.

Inaspettatamente, il gestore fan di Youssou N’Dour non sembrò molto colpito dall’esibizione di Malmollo (Cheb+Chet) ed anzi si accigliò ancora di più, in modo tale che il già cespuglioso monociglio gli coprì completamente la visuale. Fu una fortuna, perché, pensando che il ruotante individuo fosse solo un drogato in cerca di spiccioli, estrasse la 44 magnum che teneva nelle mutande e scoppiò ben 4 colpi che, a causa della scarsissima visione di cui godeva, uccisero, nell’ordine, un’ape, una ragazza di ritorno dal meeting di Comunione e Liberazione che era entrata nel locale per avere un’informazione gratuita ed il gatto Sofocle, di proprietà del calzolaio dietro l’angolo. Il quarto colpo si stampò sul muro danneggiando una bellissima immagine di Rihad che il solerte gestore aveva appeso in ricordo della sua gioventù.

Accortosi di non aver ucciso l’entità bi-composta ed appurato di non aver più colpi in canna, il solerte gestore decise che a questo punto la cosa che più conveniva era tirare su quei 4euro e cinquanta del suo noto “Kebab con tutto” e pertanto, disinteressandosi completamente della ragazzina agonizzante sulla soglia della porta, proferì le mitiche parole “i signori desiderano?”.

- “I signori desiderano un kebab con tutto”, proferì l’entità malmollica, sebbene la componente tirchia tipica del fu Chet fosse abbastanza infastidita dal costo che pareva esoso. Effettivamente con quattro euro e cinquanta la battona Egidia, una cinquantenne amica della sorella di Chet, ti faceva, nelle giornate con pochi clienti, il suo famoso “seghino con la sinistra” che non ho voglia di spiegare cosa sia…

- “e da bere?”, replicò il solerte gestore.

- “una Coca Cola molto fredda con limone, oliva, ghiaccio a parte e coccodè”, rispose Malmollo. Si sentì più furbo del gestore, perché chiedendo il ghiaccio a parte avrebbe evitato che lo stesso riducesse la porzione di Coca nel bicchiere…

Nel frattempo la ragazzina, che aveva terminato di morire proprio durante l’ordinazione, venne notata dalla gente di passaggio. Un prete, in particolare, ne approfittò per fregarle il portafoglio ed infilarle furtivamente in tasca il biglietto da visita dell’agenzia di pompe funebri da cui percepiva le tangenti che gli permettevano di pagarsi delle notevoli bagasce di gran classe.

Accorse anche il calzolaio dietro l’angolo, un omino con gli occhi neri da cane e le unghie listate perennemente a lutto, il quale diede un’occhiata distratta alla ragazzina tentando di reprimere i propri istinti necrofili. Guardò poi il gestore del kebabbaro il quale bofonchiò “mi dispiace, io non volevo…”.

fa niente, Aziz” – disse il calzolaio dietro l’angolo – “son robe che capitano, porco dio! E’ anche colpa loro, cazzo di buddhah, son sempre in mezzo ai coglioni questi ragazzini di merda, porco cane! Se la van proprio a cercare! Pensa che ieri stavo andando a trecento all’ora scarsi in tangenziale ne ho investito uno che attraversava sulle strisce! Cazzo, è arrivata la madre e pretendeva di avere ragione lei! Non c’è più religione!

Il solerte gestore del kebabbaro annuì sollevato dall’assoluzione che proveniva dal re della stradina in persona, il calzolaio dietro l’angolo. Il kebab con tutto per Malmollo era pronto, e l’entità bicheb-chettica cominciò a trangugiarlo con un certo appetito.

Anzi” – proseguì il calzolaio dietro l’angolo – “questa c’ha, o meglio c’aveva ah ah ah ah porcodio!, le tette piccole! Proprio una donna inutile… Sai cosa ti dico, Aziz? Hai fatto bene ad ammazzarla, ah ah ah ah”. Il solerte gestore annuì. Malmollo emise un rantolo di approvazione, toccandosi la patta dei pantaloni con la mano impiastricciata di grasso e maionese.

La risata che riempiva l’aria si interruppe quando il calzolaio dietro l’angolo scorse la coda del gatto Sofocle spuntare da sotto la ragazzina cadavere. Era rimasto anch’egli (o forse dovrebbe dirsi “esso”) vittima della breve sparatoria improvvisata, lì per lì, dal solerte gestore del kebabbaro e che avrebbe dovuto avere, quale destinatario, Malmollo il quale era invece, in quel momento, vivo e vegeto intento a trangugiare in suo kebab con tutto.

Il calzolaio dietro l’angolo andò su tutte le furie, divenne prima giallo, poi verde, poi viola e nei suoi occhi cominciarono a materializzarsi immagini infernali e, ad intermittenza, un documentario sui castori.

Si lanciò contro il solerte gestore del kebabbaro e con un calcio volante gli staccò la testa.

Non ci fu nulla da fare.

Il solerte gestore del kebabbaro era morto sotto i colpi del calzolaio dietro l’angolo e gli occhi di Malmollo il quale, però, finì di mangiare il kebab come se niente fosse mollando poi un fragoroso rutto d’approvazione che fece tremare le pareti. Disse, infine, “me ne mangerei subito un altro, cazzo! Non potevi aspettare prima di ucciderlo?”.

Il calzolaio dietro l’angolo lo fulminò con uno sguardo, e Malmollo tacque. Poi, il giustiziere dei gatti, spostò con un calcio il corpo della ragazza fino a farlo rotolare fuori del negozio. Raccolse ciò che rimaneva del gatto Sofocle e tornò, in un pianto dirotto, alla sua botteghetta.

L’occasione era ghiotta: Malmollo infilò i corpi del solerte gestore e della ragazzina morta in un sacco e li buttò, nell’indifferenza generale, nel bidone dell’immondizia davanti al kebabbaro. Solo un giovane universitario con la kefia e la maglietta del Che lo notò e gli fece osservazione perché stava buttando i cadaveri nel bidone della carta laddove, è noto, vanno invece nell’umido. “E va tolto il sacco nero, anche! Sennò che cazzo riciclano?? La carne con la diossina???” osservò in maniera acuta il giovane studente. Malmollo cercò di imitare un accento simil-terrone proferendo “Sugnu di Napule, uò, Guaglione! Chiste cose io nun le saccio!” e si allontanò.

Tornato nel negozio, Malmollo decise di appropriarsene: in mezza giornata cambiò l’insegna che diventò “Malmollo Kebab, Food and Drinks!”.

Il nostro eroe, però non sapeva in che guaio si era cacciato: il vecchio gestore, ora morto, era in causa con un kebabbaro di Verona il quale lo aveva accusato di aver copiato il suo kebab con tutto. Povero lui…

Il giorno dopo trovò appese nel quartiere le epigrafi del gatto Sofocle, i cui funerali erano previsti per il venerdì successivo.

4 commenti:

SOLOBONATESOTTO ha detto...

Grande sacerdote!

speriamo solo non ci farai attendere così tanto tempo per il terzo capitolo...

James Beautiful ha detto...

Strabello!! bestia...con 4.50 euro ti prendi quasi un JET KEBAB, mica un semplice kebab!

SOLOBONATESOTTO ha detto...

eh si cazzo!
4,50€ per un kebab normale sono una rapina bella e buona!
se poi pensiamo che con 5€ ci portiamo a casa un JET kebab, beh, vien voglia di dire porcodio!

100% RUJA ha detto...

ICE THORN NON FA UN CAZZO DALLA MATTINA ALLA SERA. Copy and paste everywhere